Il primo post di un blog ha sempre rappresentato una sfida ostica per me. E il fatto che abbia appena usato la parola "sempre" dovrebbe già darvi un indizio sul fatto che questo non è il mio primo blog. Perché, dopo il primo post, poi vengono tutti gli altri, finché non ti ricordi all'improvviso che devi lavarti i capelli e che l'ultima stagione di The Walking Dead non finirà di guardarsi da sola, e ti saluto mariantonietta.
La prima cosa da fare, mi dicono, è presentarsi. L'educazione è tutto. E allora facciamo una presentazione che è anche una giustificazione.
Prima di trovarmi alla gola decine di Grammar Nazi incavolati per il sottotitolo del blog, infatti, ritengo utile precisare che c'è un motivo per cui ho scritto "Diario di un'esule" e non "Diario di un esule": quell'apostrofo sta a indicare che sono una femminuccia. Anzi, una gagliarda fanciulla di un'età imprecisata fra i venticinque e i trent'anni (lascia un po' di suspence, anche questo mi hanno detto), laureata in medicina e saltuariamente occupata. Ma arriveremo anche a questo.
Sono nata e cresciuta a Genova, ma le mie vicende mi hanno portato in altri luoghi della Liguria che preferisco indicare con degli pseudonimi. Questo non per proteggere la privacy degli occupanti, ovviamente, ma per permettermi di esprimere liberamente qualsiasi opinione riguardo a codesti luoghi, senza offendere nessuno dei residenti. Se vi pare di riconoscere la vostra città, non vi preoccupate: non siete voi, è il paese accanto. Fidatevi.
Ordunque, dopo diciotto anni di felice spensieratezza urbana, ho conosciuto il mio attuale fidanzato, proveniente da una ridente località balneare ligure che chiameremo Mainatown. Una cosa tira l'altra, e mi sono ritrovata a spendere più tempo in questa cittadina che a casa mia, dove ho stretto moltissime splendide amicizie e dove pensavo di passare il resto della mia vita. Purtroppo, la crisi aveva idee differenti al riguardo: tre anni fa, infatti, la mia dolce metà ha trovato lavoro in un'altra città della Liguria, distante circa 300 km da Mainatown e a cui ci riferiremo col nome di Concreteville. Dopo due anni di tribolazioni, con me a Genova e lui esiliato a una distanza che mi sembrava pari a quella della Luna, ho dato una svolta alla situazione: ho preso su armi e bagagli, ho salutato i genitori piangenti e mi sono trasferita in questa terra sconsacrata.
Ecco qui il titolo del blog: sbalzata da un posto all'altro, sempre in sella alla Polo Volkswagen che mi scarrozza fedelmente a Mainatown nel weekend e di nuovo indietro a Concreteville la domenica sera. Ed ecco anche il sottotitolo: perché, sebbene non possa negare che questa scelta di trasferirmi sia stata la migliore che abbia fatto negli ultimi anni, non posso negare di sentirmi un po' un'esule in terra straniera, come un uovo di cuculo in un nido di passeri. Ma non sia mai detto che anche i cuculi non si possono divertire!
In queste pagine parlerò di qualunque cosa mi venga in mente, dall'attualità alla scienza, dal cinema ai pettegolezzi, dal mio odio per Concreteville al mio amore per Mainatown. Come avrete intuito, la maggior parte di ciò che dico sarà composta da meenchiate, ma spero almeno che le troverete divertenti.
E ora scusate, mi dicono dalla regia che è uscita l'ultima puntata di The Walking Dead...
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