Come avrete intuito, sono una grande appassionata di serie tv americane. Non sono, invece, una grande fan dell'horror e dello splatter, e ancora meno della fantascienza, quindi il mondo delle serie post-apocalittiche è sempre rimasto un po' fuori dalla mia portata.
Qualche anno fa, però, mi sono imbattuta in una serie che ha risvegliato il mio interesse, e così ho cominciato a guardare The Walking Dead. Avrei voluto condividerla con la mia dolce metà, se non fosse che lui ha una vera e propria avversione per gli zombie. Così, recentemente ci siamo accordati su una serie post-apocalittica che incontrasse il favore di entrambi e ci siamo imbarcati nella visione di Revolution.
Queste due serie televisive hanno davvero poco in comune, se non l'assunto di base: in un certo periodo della storia, è successo qualcosa che ha cambiato il corso del futuro ed ha fatto regredire l'umanità (quella sopravvissuta, almeno) ai livelli del Medioevo. Questo mi ha portato a fare gli inevitabili paragoni tra le due serie, nonostante la diversità della trama.
Ecco quindi la mia recensione ed il mio confronto. Nessuno spoiler, tranquilli.
The Walking Dead
N.B.: questa serie è presa da un fumetto, che però io non ho letto. Di conseguenza, in questa sede si parlerà solo della serie tv.
Partiamo subito da una premessa: se non vi piace lo splatter, lasciate perdere questa serie. The Walking Dead è infatti un tripudio di budella che volano, corpi mezzi divorati dai vermi e... beh, insomma, zombie. Che però, curiosamente, nella serie non vengono mai nominati come tali, ma vengono chiamati di volta in volta con una serie di soprannomi (walkers, biters, ecc.).
La serie è ormai arrivata alla sua quarta stagione, in America, con picchi di eccellenza sia verso l'alto che verso il basso. Cominciamo dai lati positivi.
The Walking Dead è una serie che dovrebbe vincere l'Oscar per il trucco e per le scene d'azione. Vi sarete forse chiesti come mai io, che ho detto in apertura di non amare lo splatter, sia una fan di questa serie, e la ragione è che trovo che abbia un effetto meravigliosamente liberante. Un po' come quando, da ragazzina, avevo una brutta giornata a scuola o con i genitori: mi bastava accendere la Playstation, mettere su GTA, andare al porto (non ho mai capito perché al porto si poteva fare qualunque nefandezza senza che la polizia ti prendesse, ma così era) e massacrare un po' di gente con la mazza da baseball, ed ecco che mi sentivo subito meglio.
The Walking Dead funziona sullo stesso principio. Non prende per il colon lo spettatore, come quei film o quelle serie in cui la gente muore educatamente, senza sforzo, con giusto quel piccolo getto di sangue per rendere un po' più realistica la scena. Le scene in cui si vedono gli zombie sono terribilmente realistiche, hanno il potere di farti capire che non importa quanto tu creda di essere coraggioso o forte: se ti trovassi davanti anche ad uno solo di quegli esseri, probabilmente te la faresti sotto dalla paura. E verresti mangiato.
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| Ciao, sono uno zombie, vuoi giocare con me? |
La trama è semplice ai limiti della banalità: un'apocalisse zombie di dubbia provenienza colpisce l'umanità, e i sopravvissuti scorrazzano all'impazzata per tutti gli Stati Uniti nel (vano) tentativo di portare a casa la pelliccia. Ok, la trama non è il pezzo forte della serie, ma nella maggior parte dei casi questo inconveniente viene superato dall'alternanza serrata di scene di combattimento e di sopravvivenza spicciola, che comunque tirano avanti la serie. In alcuni casi, invece, no: ne è un esempio la lunghisssssima parte dell'Uomo del Monte, che ha dominato tutta la prima metà della quarta stagione.
Il vero punto debole della serie, comunque, sta nelle reazioni umane. The Walking Dead ha il più alto tasso di morte tra personaggi intelligenti che io abbia mai visto in un telefilm: uno può essere un personaggio imbecille per la maggior parte del suo tempo e vivere una vita felicissima, poi all'improvviso prende l'unica decisione sensata dalla sua apparizione e PAM! Morto e mangiato. Non c'è da stupirsi che la maggior parte del cast permanente sia costituita da personaggi idioti, con queste premesse.
I protagonisti seguono tutti, ma proprio tutti i cliché imbecilli da vecchi film horror. Camminano in mezzo a torme di zombie saltellando felici come Heidi, perché tanto sicuramente sono già morti (sgnac-AHIO!). Seguono alla lettera il vecchio adagio per cui "in una situazione di pericolo, la cosa migliore da fare è dividersi". Perdono continuamente di vista i loro pargoli, invece di incatenarseli al polso, salvo poi disperarsi perché non riescono più a trovarli.
Alcuni buchi di sceneggiatura, inoltre, sono giganteschi. Nella quarta stagione, i nostri sono asserragliati per qualche tempo dietro una recinzione, contro la quale premono gli zombie cercando di afferrarli, e sono preoccupati che essi possano infine abbattere la rete: questa situazione va avanti per diverse puntate, salvo poi, quando gli zombie riescono alla fine a superare la recinzione, prendere un mitragliatore e farli fuori tutti in trenta secondi. Tutti. E a sparare sono soltanto in due.
Per finire il quadro, mi piace ricordare come un personaggio avesse, fino a qualche stagione fa, l'abitudine di spostarsi per gli Stati Uniti a bordo di una jeep scoperta dell'esercito. Un attrezzo fondamentale, in un mondo dove gli zombie sono soliti sbucare fuori dal nulla ed afferrarti quando meno te l'aspetti. Un suo compagno di viaggio, per non sfigurare in badassitudine, ha preso a girare con una moto custom, aggiungendo così il brivido di non poter imbracciare un'arma perché ha tutte e due le mani occupate sul manubrio. Gegnale.
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| Guarda mamma, senza mani! |
In definitiva, The Walking Dead è una serie guardabile. Poteva essere una serie imperdibile, se i personaggi si fossero comportati con un minimo di logica. Niente al confronto della sua controparte che mi accingo a recensire, comunque.
Revolution
Se The Walking Dead lasciava un po' perplessi sulla dinamica delle reazioni umane, Revolution vince la palma d'oro. C'è ben poco di salvabile in questa serie, a parte i broncetti della protagonista, straordinariamente somigliante a Scarlett Johansson, e poco altro. Ma andiamo con ordine.
La trama qui è potenzialmente interessante: per ragioni ignote, c'è stato un blackout a livello globale che ha spazzato via permanentemente qualsiasi forma di elettricità dal mondo. Nel caos che è seguito, alcune bande armate (le milizie) si sono appropriate di tutte le armi da fuoco e si sono spezzettate gli Stati Uniti in staterelli bellicosi e governati col pugno di ferro da piccole dittature militari. La serie comincia quindici anni dopo il blackout, quando i protagonisti si accorgono all'improvviso che il regista gli fa segno di cominciare a recitare e inizia l'azione.
No, scusate, è che non c'è altra spiegazione per il modo in cui comincia la storia. Questi qui sono campati per 15 anni senza corrente facendosi gli affaracci loro, le loro scaramucce e le loro guerre intestine; poi, dal nulla, dopo quindici anni di vuoto pneumatico, a uno viene in mente "Ehi, ma ci sarà mica un modo per far tornare la corrente?" e parte la baraonda. Scusa, ci hai messo quindici anni per farti venire questa idea brillante? E com'è possibile che un geniaccio come te sia rimasto al comando della milizia così a lungo? Mistero. Se qualcuno di voi ha una spiegazione per questo inizio, me lo faccia sapere (no, non valgono commenti del tipo "Eh, ma in qualche modo la serie doveva pur iniziare").
Revolution è una serie gravata da un tasso di mortalità per intelligenza molto minore di The Walking Dead, ma la statistica è falsata dal fatto che i personaggi intelligenti sono in numero nettamente inferiore in questa serie. E già così vi ho dato un'idea.
I protagonisti sembrano farsi un punto d'onore di compiere tutte le scelte peggiori che si possano immaginare, e di guardare con malcelato disprezzo chi invece cerca di inculcare loro un po' di buonsenso.
"Ehi, guarda, siamo finalmente arrivati davanti al magico bottone che ripristinerà l'elettricità nel mondo! Presto, premiamolo, i soldati cattivi ci stanno per raggiungere!"
"Aspetta, Nora si è scheggiata un'unghia"
"Ma... ma chissenefrega, lasciamola crepare, siamo a un passo dalla vittoria!"
"Che razza di persona sei?! Ho detto che dobbiamo aspettare che Nora abbia finito la manicure, e ASPETTEREMO CHE NORA ABBIA FINITO LA MANICURE!"
L'attrice protagonista, che per comodità chiameremo Scarlett Johansson visto che è la sua sosia sputata, è una gioia per gli occhi ma una tragedia per le orecchie. Qualsiasi decisione che prenda è stupida. Qualsiasi. Per arrivare vincenti alla meta, basterebbe adottare la strategia di fare sempre il contrario di quello che lei dice. Si risparmierebbe metà del tempo e si arriverebbe dritti alla meta, invece di girovagare come ubriachi per tutti gli Stati Uniti.
Essendo una donna, inoltre, non posso esimermi dal fare un'altra critica. I maschietti possono anche passare al paragrafo successivo. Per tutta la serie, infatti, il regista e lo sceneggiatore si sperticano per farci passare il protagonista (Billy Burke) come un gran figo. La risposta è: NO. Potrà essere ben addestrato, capace e intelligente, ma la verità è che non c'è una sola ragione logica in questo mondo per cui tutte le donne dovrebbero cadere ai piedi di questo coso qui
quando hanno a disposizione anche questo
Il resto è la summa della depressione. Classici cliché da quest come se piovesse ("Non voglio venire con voi... ah no, aspetta, mi hanno ammazzato il cugino. Ok, allora vengo"), occhioni da cucciolo che tirano più di un carro di buoi, agguati così palesi che persino un cieco con una gamba rotta sarebbe capace di tirarsene fuori.
E allora, mi chiederete, perché continuo a guardarla? Diciamo che c'è stata una certa pressione dall'altra parte del divano, perciò ho ceduto. E poi sono solo due stagioni, per ora, e non perdo la speranza che possa essere chiusa improvvisamente per manifesta stupidità.
In definitiva, se non avete mai avuto esperienza di un telefilm post-apocalittico, potete pure guardarla. Per un pochino, però. Poi spegnete il televisore e andate a vedere qualcosa di serio.
Revolution è una serie gravata da un tasso di mortalità per intelligenza molto minore di The Walking Dead, ma la statistica è falsata dal fatto che i personaggi intelligenti sono in numero nettamente inferiore in questa serie. E già così vi ho dato un'idea.
I protagonisti sembrano farsi un punto d'onore di compiere tutte le scelte peggiori che si possano immaginare, e di guardare con malcelato disprezzo chi invece cerca di inculcare loro un po' di buonsenso.
"Ehi, guarda, siamo finalmente arrivati davanti al magico bottone che ripristinerà l'elettricità nel mondo! Presto, premiamolo, i soldati cattivi ci stanno per raggiungere!"
"Aspetta, Nora si è scheggiata un'unghia"
"Ma... ma chissenefrega, lasciamola crepare, siamo a un passo dalla vittoria!"
"Che razza di persona sei?! Ho detto che dobbiamo aspettare che Nora abbia finito la manicure, e ASPETTEREMO CHE NORA ABBIA FINITO LA MANICURE!"
L'attrice protagonista, che per comodità chiameremo Scarlett Johansson visto che è la sua sosia sputata, è una gioia per gli occhi ma una tragedia per le orecchie. Qualsiasi decisione che prenda è stupida. Qualsiasi. Per arrivare vincenti alla meta, basterebbe adottare la strategia di fare sempre il contrario di quello che lei dice. Si risparmierebbe metà del tempo e si arriverebbe dritti alla meta, invece di girovagare come ubriachi per tutti gli Stati Uniti.
Essendo una donna, inoltre, non posso esimermi dal fare un'altra critica. I maschietti possono anche passare al paragrafo successivo. Per tutta la serie, infatti, il regista e lo sceneggiatore si sperticano per farci passare il protagonista (Billy Burke) come un gran figo. La risposta è: NO. Potrà essere ben addestrato, capace e intelligente, ma la verità è che non c'è una sola ragione logica in questo mondo per cui tutte le donne dovrebbero cadere ai piedi di questo coso qui
quando hanno a disposizione anche questo
Il resto è la summa della depressione. Classici cliché da quest come se piovesse ("Non voglio venire con voi... ah no, aspetta, mi hanno ammazzato il cugino. Ok, allora vengo"), occhioni da cucciolo che tirano più di un carro di buoi, agguati così palesi che persino un cieco con una gamba rotta sarebbe capace di tirarsene fuori.
E allora, mi chiederete, perché continuo a guardarla? Diciamo che c'è stata una certa pressione dall'altra parte del divano, perciò ho ceduto. E poi sono solo due stagioni, per ora, e non perdo la speranza che possa essere chiusa improvvisamente per manifesta stupidità.
In definitiva, se non avete mai avuto esperienza di un telefilm post-apocalittico, potete pure guardarla. Per un pochino, però. Poi spegnete il televisore e andate a vedere qualcosa di serio.






Ciao! Sono finita sul tuo blog per caso, seguendo il bel post sull'importanza dei vaccini :) Poi, per cuirosità, ho letto anche questa bella recensione, e adesso so che non guarderò nessuna di queste 2 serie (mi riesce difficile reggere per più di mezz'ora dei personaggi così stupidi come dici tu :) ).
RispondiEliminaInoltre, mi hai fatto venire in mente una serie che ho visto anni fa (era uscita nel 2000 e l'avrò vista nel 2007) e che purtroppo, nonostante una trama secondo me molto migliore di queste 2, non è diventata famosa. Se vuoi guardartela, sono solo 2 stagioni, si intitola Dark Angel. Non so se la conosci già, io l'ho scoperta solo grazie al mio ragazzo.
Ciao, grazie mille per i complimenti :)
EliminaGuardavo Dark Angel quando ero al liceo, poi anni dopo l'ho riscaricata e l'ho rivista da capo. Era una bella serie, peccato che si sia un po' rovinata nella seconda stagione, secondo me aveva del potenziale.
Grazie comunque per la dritta, se hai qualche altro consiglio sono qui! :)