In questo periodo hanno ricominciato a girare diverse bufale sulla presunta dannosità dei vaccini. Uso il termine bufale perché, anche se molta gente non lo sa, queste "notizie" sono in realtà molto vecchie (spesso risalenti agli anni Novanta) e sono state smentite più e più volte dalla comunità scientifica internazionale, nonché da molte associazioni governative (e non) chiamate ad indagare sulla faccenda.
Non voglio dilungarmi sulle ragioni per cui queste notizie siano assolutamente false, perché c'è gente che ha già dedicato all'argomento fior di articoli molto migliori di questo (se vi interessa, qui c'è un post di Medbunker, un medico specializzato nel rivelare le bufale sulla salute, che parla proprio dei vaccini).
Quello di cui vorrei parlare, in questo post, non è infatti l'integralismo di alcuni individui (genitori, medici o semplici ciarlatani) convinti al di là di ogni ragionevole dubbio che i vaccini siano il male. Tutti sappiamo quanto sia difficile discutere con i "talebani" di una qualche idea, quindi preferisco lasciarli perdere.
Ciò che mi interessa, invece, è la paura che spesso attanaglia i neo-genitori moderni quando si avvicina il periodo delle vaccinazioni per il proprio bambino. Queste persone sono molto diverse dagli integralisti di cui sopra: non seguono un'idea per una pura presa di coscienza ideologica, sono soltanto persone preoccupate che hanno sentito (dalla tv, da internet, da conoscenti...) che i vaccini potrebbero far male alla loro creatura. Siccome sentono in continuazione notizie contrastanti (il medico sostiene che i vaccini fanno bene, la televisione sostiene che sono dannosi), per quanto possano essere incerti sull'argomento, non vogliono abbandonare il loro bambino nelle mani di una terapia che potrebbe danneggiarlo.
Chiariamo subito un punto: questo atteggiamento è giusto. Un buon genitore tenta di proteggere suo figlio con tutte le sue forze, da qualsiasi minaccia che potrebbe costargli la salute o addirittura la vita. Queste persone, quindi, altro non sono che buoni genitori, bombardati però da notizie false o, nella migliore delle ipotesi, fortemente (ed intenzionalmente) imprecise.
Con questo post, quindi, mi piacerebbe elencare 3 buoni motivi per vaccinare i vostri bambini. Come ho già detto all'inizio, non mi dilungherò con studi scientifici o paroloni medici di dubbia comprensibilità: quelle che porterò sono semplicemente ragioni di buon senso, a cui chiunque potrebbe arrivare, se non fosse confuso dalla propaganda che i media e la rete portano avanti da diversi anni per screditare le campagne vaccinali. Come vedremo, invece, basta solo un piccolo sforzo di comprensione per capire quanto i vaccini siano stati (e continuino ad essere) uno dei più grandi balzi in avanti della medicina, paragonabili alla scoperta degli antibiotici o all'invenzione della chirurgia.
1. I vaccini proteggono da malattie mortali
Esatto, mortali. Il fatto che noi consideriamo, ad esempio, una malattia come il morbillo un semplice "disturbo" dell'infanzia deriva dal fatto che la copertura vaccinale è così elevata (circa il 90% in Italia) che non ci è dato vedere quali siano le sue complicazioni più gravi. Si tratta di un ragionamento circolare: in Italia quasi tutti vengono vaccinati contro il morbillo, quindi l'incidenza della malattia è bassissima, quindi il morbillo non è una malattia grave. Purtroppo, le cose stanno diversamente.
Vorrei portarvi qualche esempio delle complicanze più gravi che alcune malattie possono portare con sé. Su Google e su Youtube si trovano diversi video sconvolgenti delle conseguenze di queste patologie infantili, ma siccome non voglio impressionarvi troppo mi limiterò a fare qualche esempio estemporaneo. Ovviamente non ho nessuna pretesa di completezza, voglio solo darvi un'idea della situazione.
Avete mai visto il film d'animazione Balto? La trama è basata sull'avventura di un cane che intraprende un viaggio attraverso le foreste dell'Alaska per portare ai bambini del suo villaggio una "medicina" contro la difterite, in modo da salvare la padroncina della sua amata.
La difterite è stata per anni un flagello dei bambini di tutto il mondo, fino all'invenzione del vaccino verso la fine degli anni Venti. Il batterio della difterite, infatti, è uno stronzetto che, una volta annidato al calduccio nella nostra gola, produce una serie di effetti dannosi tra cui il temibile croup: i tessuti della gola si gonfiano a dismisura e vanno a bloccare il passaggio dell'aria, provocando la morte per asfissia. Il croup è una complicanza che colpisce circa il 15% dei bambini affetti da difterite, il che vuol dire che non è affatto rara.
Purtroppo, non finisce qui. Non contento, infatti, il batterio della difterite produce anche una tossina, che predilige come bersagli il cuore e i nervi: ciò significa che, se il bambino è tanto fortunato da scampare al croup, potrà comunque ritrovarsi con malformazioni cardiache (anche mortali) o paralisi (anche del diaframma, con conseguente blocco della respirazione e morte).
Che dire poi del morbillo? Ultimamente, le campagne di alcuni ciarlatani contro le vaccinazioni hanno prodotto un ritorno della malattia, specialmente nel Regno Unito ma con qualche caso anche in Italia. I morti sono stati pochi, ma anche qui dobbiamo stare attenti a non ricadere nel famoso ragionamento circolare di prima: ci sono stati molti casi di morbillo perché la copertura vaccinale è scesa sotto il livello di guardia, ma era comunque abbastanza alta da limitare il numero di casi e, quindi, il numero di morti.
Pensiamo all'epidemia del Galles: può sembrare confortante che, su 900 casi di morbillo, ci sia stato soltanto un morto, ma se proviamo a rapportare questa proporzione su 60 ipotetici milioni di italiani non vaccinati, ne consegue che avremmo circa settantamila morti! (Nota per i più precisi: in realtà questa statistica è sottodimensionata, perché l'epidemia di morbillo in Galles non ha colpito tutta la popolazione ma soltanto quella fascia, compresa tra i 10 e i 16 anni, che non aveva ricevuto il vaccino negli anni Novanta. Il numero di morti che si avrebbe qui in Italia se tutti non fossimo vaccinati, quindi, sarebbe enormemente più alto di quello che ho indicato.)
Può sembrare strano che una malattia come il morbillo, comunemente ritenuta poco pericolosa, possa causare un tale numero di morti, ma la situazione in realtà è peggiore di quella che ho appena dipinto. Infatti, il virus del morbillo ha la stramaledetta abitudine di annidarsi nel nostro cervello e di restare quieto, a volte per anni: quando si risveglia, però, causa una terribile encefalite, che porta alla tomba il 15% dei malati e ne storpia circa il doppio (il 30%). Questi morti vanno dunque a sommarsi a quelli causati dalla semplice malattia, e possono distribuirsi nell'arco di molti anni, quando ormai il paziente pensava di essere al sicuro e di averla scampata.
Esiste una marea di esempi del genere. I nostri genitori ricordano ancora le terribili epidemie di poliomielite, che lasciavano zoppi i bambini più fortunati, costringevano molti nel polmone d'acciaio (una terribile macchina da cui le persone non potevano mai più uscire, perché era l'unica cosa che gli permettesse di respirare) e uccidevano i più deboli. La parotite (gli "orecchioni") può evolvere a meningite in circa un 10% dei casi, e se colpisce i maschi adulti può trasferirsi ai testicoli e causare sterilità. La rosolia è stata responsabile della nascita di parecchi bambini ciechi, sordi o malformati (se avete mai letto il romanzo di Agatha Christie Assassinio allo specchio sapete di cosa sto parlando).
![]() |
| Un'immagine della vita in un polmone d'acciaio. |
Il fatto che - fortunatamente - non abbiamo mai visto nessuna di queste complicanze non significa che queste malattie non siano pericolose, ma soltanto che le persone attorno a noi sono vaccinate in percentuale talmente alta che è molto raro che contraggano la malattia, e quindi che arrivino a sviluppare le sue conseguenze più gravi. Essere vaccinati ci permette non solo di proteggere noi stessi, ma di proteggerci a vicenda. Ne parleremo nel prossimo punto.
2. Vaccinarsi è una scelta di solidarietà
Se guardate una qualsiasi tabella sulla copertura vaccinale in Italia (ne potete trovare un po' sul sito del Ministero della Salute), c'è un dato che salta subito all'occhio: per quanto guardiate e cerchiate, non esiste una sola vaccinazione che abbia una copertura del 100%, cioè che sia stata somministrata a tutti i cittadini italiani, nessuno escluso. Neanche le quattro vaccinazioni obbligatorie per legge (tetano, difterite, poliomielite ed epatite B) raggiungono il 100%. Com'è possibile? Se queste vaccinazioni sono obbligatorie, perché non siamo tutti vaccinati?
La spiegazione è molto semplice: non tutte le persone possono essere vaccinate. O meglio, esistono persone per cui il vaccino sarebbe inutile o, in alcuni casi, addirittura dannoso.
Ma non vi ho appena detto che i vaccini sono una manna dal cielo? Come possono essere buoni e dannosi allo stesso tempo? Analizziamo in breve il funzionamento dei vaccini per capirlo.
La vaccinazione consiste, fondamentalmente, nell'iniettare nel nostro corpo una versione uccisa o attenuata (cioè rincitrullita) del batterio o del virus responsabile di una data malattia. Quando il nostro organismo viene a contatto con un germe nuovo, ci mette sempre un po' a sviluppare le difese efficaci (una settimana circa, talvolta anche di più): se il batterio o virus fosse nella sua forma completa, tutto arzillo e pimpante, magari questa settimana di lavoro indisturbato gli basterebbe per ucciderci, mentre il nostro sistema immunitario sta ancora cercando di capire come piffero fare ad ammazzarlo; siccome il germe viene iniettato in forma uccisa o attenuata, però, non ha il tempo di fare grandi danni prima che i nostri globuli bianchi trovino finalmente la maniera giusta di ucciderlo. Una volta eliminato l'intruso, questo rimane nella memoria delle nostre cellule immunitarie, di modo che, se lo incontrassimo di nuovo, non avremmo bisogno di ricominciare da capo tutti i vari tentativi di ucciderlo, ma sapremmo subito come fare e risparmieremmo così giorni preziosi.
Questa spiegazione è molto semplicistica e incompleta, ma aiuta a capire che gli attori principali nella vaccinazione sono due: il germe (ucciso o attenuato) e il nostro sistema immunitario. Va da sé quindi che se una persona, per qualsiasi motivo, ha un sistema immunitario difettoso, iniettargli un vaccino non servirebbe a nulla oppure, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe addirittura causargli un danno, perché i suoi globuli bianchi sarebbero troppo deboli per impedire ad un germe anche attenuato di replicarsi e finiremmo per inoculargli la malattia, invece di proteggerlo.
Esistono quindi molte persone che non possono ricevere la vaccinazione: neonati e bambini piccoli (perché a quell'età le cellule immunitarie sono troppo immature per funzionare bene), persone con malattie genetiche che inattivano il sistema immunitario, persone con tumori o malattie del midollo osseo, persone sottoposte a chemioterapia (che uccide le cellule del midollo osseo, e quindi anche i globuli bianchi che qui sono prodotti), e così via.
Come fanno quindi queste persone a proteggersi da tutte le malattie infettive e le conseguenze gravi che vi ho elencato nel primo punto? Molto semplicemente, si affidano al nostro buon cuore. Il fatto di essere circondati da persone vaccinate, infatti, permette anche a questi sfortunati di essere protetti dalle infezioni, perché non c'è nessuno in grado di passargliele.
Gli epidemiologi chiamano questo concetto "immunità di gregge" (ovviamente senza nessun intento offensivo!): se la maggior parte di una popolazione è vaccinata, questo crea una barriera protettiva attorno alle poche persone non vaccinate, perché molto probabilmente questi ultimi non verranno mai in contatto con qualcuno che possa trasmettergli l'infezione.
Pensate a questo, la prossima volta che riflettete se non far vaccinare vostro figlio. Il vostro bambino non vaccinato, oltre ad esporsi ai rischi che ho elencato prima, potrebbe passare inconsapevolmente un'infezione grave al suo fratellino neonato, al suo amichetto immunodepresso, o anche a voi, che magari non siete abbastanza giovani per aver ricevuto alcuni vaccini (alcuni, come quello contro l'epatite B, sono entrati in vigore solo da pochi anni). Vaccinarsi è una scelta che ci protegge tutti, anche i più deboli e sfortunati.
3. I rischi sono bassissimi
Come promesso, non voglio dilungarmi su questo argomento. Del rapporto tra bufale e vaccini hanno già parlato scienziati migliori di me, quindi in questa sede voglio fare solo un breve accenno ai rischi veri dei vaccini, e a come il loro impatto sia trascurabile in confronto alle conseguenze di cui vi ho parlato sopra.
Chiariamo subito che i vaccini non sono esenti da effetti collaterali. Del resto, a questo mondo ben poche cose sono totalmente prive di rischi: anche uscire di casa per andare a far la spesa è rischioso (pensate a tutte le persone che ogni anno vengono investite da ubriachi o pirati della strada), ma in questo caso non ci facciamo troppi problemi perché il beneficio (non morire di fame) è maggiore del rischio (essere investiti). Per i vaccini vale lo stesso discorso.
Gli effetti collaterali dei vaccini vengono suddivisi in due categorie: lievi e gravi. Quelli lievi sono febbricola, mal di testa, mal di pancia e via discorrendo, causano un breve malessere e non sono pericolosi per la salute. In questa sede mi concentrerò quindi solo su quelli gravi, che sono poi quelli che ci interessano, perché rispondono alla domanda: con quale frequenza un vaccino fa più male della sua malattia?
Questa pagina mostra un confronto fra i rischi di una malattia (quelli che ho descritto prima) e i rischi collegati alla vaccinazione contro quella malattia. Prendiamo l'esempio della difterite, visto che ne abbiamo già parlato prima: questa malattia causa la morte in circa un infetto su 20, mentre il suo vaccino provoca un effetto collaterale grave (in questo caso le convulsioni) in circa un vaccinato su 1750. Una bella differenza, giusto?
Stesso discorso per il morbillo: mentre la malattia causa l'encefalite in circa un caso su 2000, il vaccino la causa in un caso su un milione. Qui sotto vi riporto parte della tabella che ho preso dalla pagina linkata sopra.
![]() |
| Rischi delle malattie infettive e dei relativi vaccini, presi dal sito www.vaccinarsi.org. Visitate la loro pagina per controllare le fonti correlate. |
Il rapporto è simile per tutte le malattie per cui è disponibile un vaccino: la frequenza delle reazioni avverse di quest'ultimo è sempre inferiore di moltissimo rispetto alle complicanze della malattia in questione.
Per tornare al discorso da cui siamo partiti, mi rendo conto che per una mamma anche un rischio di 1:1.000.000 che il suo bambino stia male è comunque troppo alto. Ed è normale, ripeto. Ma il rischio che il bambino muoia, o abbia comunque delle complicanze gravissime, a causa di quella malattia è sempre molto, molto, molto più alto. Rifacendoci alla metafora di prima, vaccinare un bambino potrebbe essere paragonato ad attraversare sulle strisce con il semaforo verde, mentre non vaccinarlo equivale ad attraversare l'autostrada bendati: entrambe le situazioni portano con sè un rischio di morte, ma se io dovessi scegliere, saprei benissimo cosa fare!

